In tema di Education, il decreto introduce misure destinate alla formazione sotto il profilo dell’erogazione e della fruizione della didattica, quali:

  • l’istituzione del “Fondo per le esigenze emergenziali delle Università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli enti di ricerca”, con una dotazione iniziale pari a 50 milioni. Sul merito delle “esigenze emergenziali” la relazione tecnica non aggiunge riferimenti ma presumibilmente si tratterà di spese di adeguamento delle tecnologie per la didattica a disposizione delle università e, nel caso dei policlinici universitari, per contribuire alla sanificazione degli ambienti. Da segnalare l’assenza di riferimenti alla possibilità che gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) - fondamentale canale della formazione tecnica superiore e leva per la competitività sul piano dell’istruzione e del lavoro a livello europeo - possano far richiesta di finanziamento a valere sul fondo;
  • per il potenziamento della didattica a distanza, vengono destinati 85 milioni per il 2020 al fondo per la didattica a distanza nelle scuole.

Inoltre, assume particolare rilievo nell’ambito dell’emergenza in corso, il riconoscimento dell’abilitazione all’esercizio della professione per i laureati in medicina e chirurgia (art. 102). Le lauree in medicina e chirurgia (LM/41) diventano direttamente abilitanti alla professione di medico e non sarà più necessario un esame di Stato (tirocinio obbligatorio e prova scritta), che ha rallentato fino a oggi l’inserimento nel mercato di molti medici neo-laureati rappresentando una sorta di “anno imbuto” tra il conseguimento della laurea e l’avvio dell’attività medica generica (oppure il proseguimento nei percorsi di specializzazione). L’effetto immediato è l’inserimento, stima il Ministero, di 10 mila medici neo-laureati nel sistema sanitario nazionale, con un’auspicabile stabilizzazione del settore, caratterizzato da una strutturale carenza di organico a fronte del progressivo invecchiamento della popolazione italiana registrata dalla statistica ufficiale. La norma, pur nascendo in contesto emergenziale, sarà valida anche per i futuri iscritti e segna una possibile evoluzione del valore legale del titolo di studio ai fini della professionalizzazione anche perché fortemente condivisa dai rettori della CRUI.


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