L’Unione Industriali Napoli fu fondata il 27 luglio 1917, su iniziativa di un gruppo di imprenditori rappresentanti 44 aziende della provincia. Primo Presidente di quella che allora venne denominata “Unione regionale industriale” fu Maurizio Capuano, amministratore delegato della Sme e leader degli imprenditori elettrici.

La prima associazione degli industriali meridionali nacque in un periodo positivo per l’economia, trainata dalle commesse belliche e, a Napoli, anche dai residui, positivi effetti del processo di industrializzazione innescato dalla legge speciale del 1904.

Capuano guidò l’Associazione durante il periodo di transizione dalla democrazia liberale al regime fascista, fino alla sua morte, avvenuta nell’agosto del ’25. Gli subentrò Teodoro Cutolo, uno dei fondatori dell’Unione, industriale metalmeccanico e finanziere. Cutolo, che trasferì l’Associazione dalla sede iniziale di via Santa Brigida 51 al secondo piano di palazzo Partanna, chiese espressamente al Governo una maggiore attenzione verso le problematiche delle pmi.

A succedergli fu Giuseppe Cenzato, presidente della Sme, società che ha segnato la storia dell’associazionismo produttivo napoletano dei primi decenni. Storia cui diede un significativo contributo la stessa, notevole personalità di Cenzato, Presidente dal ’32 fino alla soppressione dell’Unione regionale industriale, avvenuta con l’ordinanza n. 1 del 10 dicembre ’43.

L’organismo, con l’attuale denominazione di Unione degli Industriali della Provincia di Napoli, fu ricostituito sotto forma di libera Associazione il 22 gennaio ’44.

Da Rivelli in poi, per l’Unione, si aprì un periodo che, rispecchiando la realtà socio-economica locale, fortemente condizionata dalla ricostruzione del secondo dopoguerra e dalla mancanza di un robusto sostrato di imprese manifatturiere private di dimensioni medio- grandi, fu connotato dalla rilevante e costante presenza al vertice di illustri esponenti dell’imprenditoria edile. Costruttore era Vincenzo Carola, che nel ‘47 successe a Rivelli. Costruttore era Leopoldo De Lieto, che prese il comando dell’Associazione nel ‘50. Costruttori erano ancora Carola (tornato a guidare l’associazione per un intero decennio: 1960-1970) e Carlo Brancaccio (1970-1974), i quali erano succeduti a Costantino Cutolo, il primo industriale manifatturiero ‘puro’ (settore chimico-farmaceutico) a essere eletto Presidente (1954-1960) dopo la rifondazione dell’Unione.

Imprenditore del ramo chimico era anche Gino Ceriani, il Presidente dell’Unione dal ’74 al ’78. Ceriani, nel biennio precedente, era assurto alla Vice Presidenza di Confindustria con una delega delicata quanto importante come quella alle Relazioni esterne.

Quella di Arturo Carola (1978-1981), segnata dal tragico evento sismico del novembre ’80, è stata l’ultima Presidenza dell’Unione svolta da esponenti del mondo delle costruzioni.

Sono seguiti, poi, i mandati dell’imprenditore metalmeccanico Salvatore Paliotto (1981-1986), del leader del settore cartotecnico Salvatore D’Amato (1986-1990) e ancora di Paliotto (1990-1992). Successivamente, si continua con le Presidenze dapprima di un industriale dei comparti agroalimentare e metalmeccanico come Gaetano Cola (1992-1996), poi di un esponente di spicco dell’industria dell’elettronica e delle telecomunicazioni come Paolo De Feo (1996-1999), poi ancora del leader europeo del settore imballaggi per alimenti Antonio D’Amato (in carica per un anno, dal ’99 al 2000, perché primo imprenditore meridionale chiamato alla Presidenza di Confindustria). Più recentemente, annoveriamo prima Tommaso Iavarone (2000-2004), imprenditore dagli interessi diversificati con particolare presenza nel settore del legno, poi Giovanni Lettieri, imprenditore nel settore del tessile (2004-2010), e Paolo Graziano (2010-2014), operante in una serie di settori con core business nell'aeronautico, fino ad arrivare ai giorni nostri con Ambrogio Prezioso, alla guida di un gruppo imprenditoriale fortemente impegnato in iniziative di promozione e sviluppo immobiliare, di riqualificazione dei centri storici e di riconversione di aree industriali dismesse, ma attivo anche nel settore delle opere pubbliche.

Dal 1 gennaio '17, la denominazione dell'Associazione varia da Unione degli Industriali della Provincia di Napoli alla nuova “Unione Industriali Napoli”.

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