È centrato sulle piccole e medie imprese il primo bando lanciato dal MediTech, il Competence Center di riferimento per le Regioni Campania e Puglia.

Il bando, diretto a progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in tema di tecnologie abilitanti 4.0, prevede un finanziamento di due milioni di euro e, considerato che il contributo può arrivare al massimo al 50% del valore del progetto, saranno attivate iniziative del valore pari ad almeno 4 milioni di euro.

Le caratteristiche del bando sono state illustrate oggi, giovedì 12 novembre, in occasione di un webinar promosso da MediTech, dal Campania Digital Innovation Hub e dal Medisdih Puglia, cui hanno partecipato il presidente del Campania Dih Luigi Nicolais, il presidente del MediTech Piero Salatino, il presidente del Medisdih Puglia Domenico Favuzzi, componenti del Comitato Tecnico Scientifico di Meditech, Leopoldo Angrisani e Pierpaolo Pontrandolfo. Ha coordinato l’incontro il direttore del Campania Dih Edoardo Imperiale.

 “Si tratta del nostro primo atto concreto – ha detto Piero Salatino, presidente di MediTech – da qui cominceremo a misurare l’efficacia della nostra azione e non è un caso se abbiamo scelto di partire dalle Pmi. Industria 4.0 riguarda tutti, saremo riusciti nella nostra missione se da qui a qualche anno avremo coinvolto anche l’impresa più piccola”. Per poter partecipare è infatti necessario costituire un consorzio di imprese la cui capofila debba essere una piccola o media impresa. “Di solito – ha continuato Salatino – le misure a sostegno dell’innovazione delle imprese o di particolari filiere prevedono delle premialità per chi coinvolge anche delle Pmi, ma mai si è ritenuto di riservare a una piccola il ruolo di capofila”.

Anche nell’ottica di una possibile contaminazione tra settori, il bando favorisce più filiere. Nello specifico è rivolto a progetti dei settori Aerospazio, Automotive, Ferroviario, Cantieristica navale, Costruzioni edili e civili, Farmaceutico – Salute, Agroalimentare, Energia, ICT & Services, ai quali si aggiunge una categoria dedicata alla ricerca di soluzioni innovative per far fronte all’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Ciascun progetto finanziato dovrà tendere alla realizzazione di un prodotto, servizio, processo, modello di business industrialmente utile, prevedendo un livello di maturità tecnologica (“Technology Readiness Level” o “TRL”) in un intervallo tra TRL 5 e TRL 8 e raggiungendo, comunque, al termine delle attività un livello pari almeno a TRL 7. I progetti devono avere una durata pari a 12 mesi.

Il presidente del Campania Dih Luigi Nicoalis ha sottolineato il ruolo prioritario delle nuove tecnologie per la competitività del territorio. “Se oggi un’azienda è concentrata su una produzione prevalentemente materiale – ha detto Nicolais – rischia di avere margini solo sulla capacità di contenere il costo del lavoro. E in questa parte del mondo questo discorso non porta lontano. Noi dobbiamo puntare su una produzione centrata su brevetti, tecnologie, conoscenza”.

“Questa drammatica emergenza ci ha costretti a fare quello che avremmo potuto e dovuto avviare già tempo fa – ha detto il presidente di Medisdih Puglia Domenico Favuzzi –, e in questa fase abbiamo registrato delle difficoltà nel capitale umano, ovvero nelle competenze. Su questo i Dih sono chiamati a svolgere un grande lavoro di sintesi tra ricerca e mondo del lavoro, così come saranno essenziali nel compito di agevolare imprese nell’accesso alle opportunità che verranno messe a disposizione su piano europeo e nazionale”.

 


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