La Commissione UE  europea ha avviato una riflessione sulla creazione di uno European Innovation Council (EIC), inteso come one-stop-shop per l’accesso ad   una   “federazione” di diversi prodotti / strumenti di sostegno all’innovazione nell’UE.

Infatti, pur ritenendo di aver fatto progressi consistenti sul fronte dell’integrazione dell’innovazione nelle politiche e nei programmi dell’UE e, in particolare, in Horizon 2020, la Commissione riconosce che il ventaglio di meccanismi di sostegno all’innovazione esistente a livello europeo risulta di difficile accesso, manca di flessibilità e, soprattutto, non risponde alle esigenze richieste dal mondo degli innovatori.

Secondo il Commissario alla R&I Carlos Moedas, l’Europa vanta una base scientifica eccellente ma manca completamente della capacità di generare e promuovere   la   cd.   “disruptive, market-creating innovation”, ovvero un’innovazione dirompente, in grado di creare nuovi mercati e nuovi posti di lavoro, a cui è generalmente associato un elevato livello di rischio.

Siamo quindi nella sfera di un’innovazione radicale, che va oltre il semplice miglioramento di prodotti o servizi esistenti, che non deve essere necessariamente caratterizzata dalla componente tecnologica (si pensa per esempio anche a nuovi modelli di business) e che si sviluppa nelle intersezioni tra diversi settori e discipline.

Attualmente, tutti i nuovi mercati sorti da idee fortemente innovative sono guidati da imprese non europee come Google, Apple, Facebook, Amazon, Alibaba, Tesla, Netflix, etc. Inoltre, mentre il numero di startup create in Europa è simile a quello dei suoi principali competitors – a cominciare dagli Stati Uniti –nel nostro continente la capacità di far crescere queste startup è assente. Infine, le forme di supporto esistenti a livello UE spesso non tengono conto delle esigenze tipiche degli investitori privati - in primis dei fondi di venture capital-  che, prima ancora di guardare all’idea o al progetto, guardano al team di progetto - anche attraverso colloqui e interviste dirette i suoi componenti.

 Il Consiglio Europeo dell’Innovazione potrebbe perciò rappresentare una risposta a questi problemi, ponendosi come contraltare del Consiglio Europeo per la Ricerca e focalizzando la propria azione, così come il CER fa sulla ricerca di frontiera, sull’innovazione radicale e dirompente (e non su quella solo incrementale che già gode di forme di supporto). In particolare il Consiglio Europeo dell’Innovazione potrebbe:  raggruppare gli strumenti di sostegno all’innovazione già esistenti, semplificarne  l’accesso,   rafforzarne   la   coerenza e potenziarne l’impatto; colmare  i   vuoti nell’attuale quadro di sostegno all’innovazione fornendo, per esempio, un maggior supporto alle scale-ups, offrendo servizi di mentoring, etc.; fornire consulenza   strategica   per   migliorare il contesto dell’innovazione, intervenendo sulla regolamentazione, sulle politiche, sulle prassi in uso.

Al fine di raccogliere contributi e suggerimenti da parte di tutti gli stakeholders sulla possibile ratio dell’EIC, sulla sua mission, sulle sue funzioni e modello di governance, sul suo posizionamento nel più ampio eco-sistema europeo di R&I, la Commissione ha lanciato una Call for ideas, pubblicata su una apposita pagina web http://ec.europa.eu/research/eic/index.cfm?pg=home con deadline per le risposte fissata al 29 aprile

Nella   pagina   web dedicata è possibile scaricare il formulario di consultazione e accedere ai primi contributi già forniti (in particolare quelli di EARTO, del Fraunhofer e dell’Advisory Group del FET) nonché ad altri documenti di background.

 

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