“La riforma dell’artigianato rischia di alterare la competizione, estendendo a un settore norme ritagliate su una diversa tipologia di imprese. Non si tratta di questioni terminologiche, si propone di trattare allo stesso modo realtà che, come nel comparto metalmeccanico, hanno costi del lavoro dal 27 al 48% differenti. Vuol dire trascurare il fatto che un’impresa industriale versa più di sei volte in termini di contribuzione rispetto a una azienda artigiana. Con la riforma si arriverebbe addirittura al paradosso che imprese attualmente considerate industriali potrebbero applicare contratti con retribuzioni inferiori, danneggiando migliaia di lavoratori. Chiediamo di rivedere questo provvedimento, rischia di avere effetti molti dannosi per le imprese e per gli stessi occupati”. A dichiararlo è Vittorio Genna, Presidente di Unione Industriali Napoli.
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