“La retribuzione dei lavoratori va definita attraverso la contrattazione collettiva. Per noi il principio da salvaguardare è che, in tutte le sue componenti, il salario sia espressione dei contratti nazionali e aziendali. La valenza della contrattazione collettiva non può inoltre ridursi al mero fattore salariale, in quanto implica un coacervo di regole condivise che disciplinano il rapporto di lavoro e la competitività dell’impresa nella rispettiva complessità”. A dichiararlo è il Presidente di Unione Industriali Napoli, Costanzo Jannotti Pecci. “La persistenza di salari incongrui e di irregolarità fiscali e contributive in alcuni settori – prosegue Jannotti Pecci - non riguarda in alcun modo il sistema Confindustria, ma va in ogni caso contrastata. In tal senso, il Presidente Orsini ha proposto ai sindacati di avviare un’azione comune per superare il problema di contratti ‘pirata’ siglati da soggetti privi di adeguata rappresentanza, con il conseguente rischio di un vero e proprio dumping contrattuale per chi è fuori dal Sistema Confindustria. È una strada che va praticata, in linea con il T.U. del 10 gennaio 2014 che disciplina le regole per la misurazione della rappresentanza sindacale e l’efficacia dei contratti, proprio nell’ottica di consolidare il primato dell’autonomia contrattuale in tema di relazioni industriali”.


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