In occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno, il Gruppo Piccola Industria dell'Unione Industriali di Napoli scende in campo al fianco dei giovani. Venerdì 20 marzo, presso il Centro Sportivo "Pino Daniele" di Caivano, le PMI napoletane sosterranno attivamente un evento simbolo di riscatto e civiltà.

Il programma prevede l'accoglienza alle 9.30, seguita da una dimostrazione delle attività sportive a cura delle Fiamme Oro. L'appuntamento chiave si terrà alle 11.00: un faccia a faccia tra istituzioni, atleti e studenti per discutere della funzione educativa dello sport come concreta alternativa ai circuiti della criminalità.

Rispondendo all'appello del magistrato Catello Maresca, le imprese del territorio hanno assunto un impegno concreto: curare integralmente la logistica e i trasporti. Grazie a questo supporto, centinaia di studenti delle scuole medie e superiori potranno raggiungere la struttura in sicurezza, vivendo una giornata di formazione e sport.

"Sostenere la logistica di questo evento significa investire sul legame tra scuola, sport e valori civili, - dichiara Guido Bourelly Presidente Gruppo Piccola Industria Napoli - non è solo testimonianza, ma un atto di responsabilità verso le nuove generazioni. La vera rivoluzione oggi non è spaccare tutto, ma costruire qualcosa che regga. La socialità vera nasce dove c'è fiducia. E la fiducia nasce dove la legge è uguale per tutti, a partire da noi”.

L'iniziativa, promossa da UNICA con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, vedrà la partecipazione delle Fiamme Oro della Polizia di Stato. L'obiettivo dell'incontro è trasformare il Centro Sportivo di Caivano in un presidio di legalità. Attraverso il contatto diretto con i campioni dello sport e i rappresentanti delle istituzioni, i ragazzi potranno toccare con mano un modello di vita basato sul merito, sul rispetto delle regole e sulla sana competizione.

“L’appello ai Giovani è quello della legalità che non serve allo Stato, ma serve a tutti Noi. Ogni volta che qualcuno scavalca una regola per "fare il furbo", sta togliendo un pezzetto di futuro - conclude Bourelly -. Meno rispetto = meno spazi per trovarsi, meno sicurezza per esprimersi, meno libertà di essere chi vogliamo”.


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