Confindustria informa che ieri si è svolto, in sede, il primo incontro tra le 14 associazioni datoriali e CGIL, CISL e UIL alla presenza del Vicepresidente di Confindustria, Maurizio Marchesini, e dei Segretari generali di CGIL, CISL e UIL.

Le organizzazioni sindacali hanno illustrato il documento “Proposte per un accordo quadro” del 17 giugno 2026 e Confindustria ha presentato il documento “Principi sulla misurazione della rappresentanza datoriale”, sottoscritto il 10 luglio 2026 con le altre 13 principali associazioni datoriali.

C’è stato un confronto sulle finalità e i principi generali dell’accordo e, successivamente, su proposta delle associazioni datoriali, sono stati individuati tre blocchi di temi da affrontare e un calendario di incontri a partire dal mese di settembre (10 e 11 settembre; 17 e 18 settembre; 21 e 22 settembre; 28 settembre).

 I tre blocchi dei temi da affrontare sono stati così individuati:

 1) Rappresentanza e principi generali della contrattazione, misura della rappresentanza datoriale e sindacale, ambiti di esercizio della contrattazione collettiva e perimetri contrattuali;

 2) Assetti della contrattazione collettiva, definizione del TEM e del TEC nella prospettiva dell’Accordo quadro che dovrebbe riformare la contrattazione collettiva, meccanismi di adeguamento dei salari e dei rinnovi contrattuali;

 3) Formazione, salute e sicurezza e partecipazione.

 Le organizzazioni sindacali sono state molto ferme nel dichiarare l’intenzione di avere un accordo quadro su rappresentanza e contrattazione vincolante per tutti gli ambiti rappresentati al tavolo, sottolineando che le regole che verranno condivise nell’Accordo verranno applicate comunque anche a coloro che non dovessero sottoscrivere l’intesa.

Le organizzazioni sindacali hanno altresì tenuto a precisare che non intendono distinguere la contrattazione collettiva per classi dimensionali di imprese e che, coerentemente, non intendono più avallare e procedere a rinnovi che differenzino i trattamenti economici e normativi nello stesso settore, salvo tener conto della diversa natura e tipologia di impresa(artigianato, cooperazione ed impresa in senso lato).

Sulla parte relativa al modello contrattuale, le organizzazioni sindacali hanno espresso la volontà di arrivare ad un Accordo quadro che definisca un sistema di determinazione dei salari che garantisca, non solo la tutela, ma anche l’incremento del potere d’acquisto degli stessi.

Confindustria ha sottolineato, non solo le differenze tra i livelli salariali nei diversi settori dell’economia, ma anche la necessità di uno stretto legame tra i salari e l’andamento della produttività. Su quest’ultimo aspetto è stato considerato in particolare il ruolo che può essere svolto dalla contrattazione di secondo livello.

 


PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI A:

Riferimento: Gerardo Savoia - Area Lavoro, Welfare, Previdenza, Affari Sociali, Capitale Umano, Sicurezza del Lavoro
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