“Come è possibile impedire alle cliniche accreditate di erogare prestazioni di pronto soccorso, pur sapendo delle oggettive carenze della sanità pubblica? Significa mettere a rischio i cittadini che hanno necessità di cure immediate!” Giovanni Severino, Delegato alla Sanità di Unione Industriali Napoli, rivolge un appello alla Regione Campania, affinché nella gestione dei rapporti con le strutture convenzionate prevalga il buonsenso. “I budget per il pronto soccorso vanno eliminati o resi quantomeno flessibili, con meccanismi di rimodulazione delle risorse assegnate che garantiscano la continuità degli interventi di urgenza”. Per Severino, peraltro, la questione delle relazioni pubblico-privato non si esaurisce con il problema dei pronto soccorso. “La situazione è peggiorata nell’ultimo periodo, la maggior parte delle Asl non ha provveduto a saldare le spettanze per il 2025 e sta avendo ritardi nel pagamento di quelle del 2026. Di questo passo, non escludiamo il ricorso a contenziosi come quelli degli anni bui, che speravamo fossero ormai alle nostre spalle. Con danni per Asl e Regione, inevitabilmente soccombenti e quindi obbligate a pagare con gli interessi quanto dovuto”.
Il Delegato alla Sanità di Unione Industriali Napoli sottolinea un elemento paradossale: “Ad agosto avanzato la Regione non ha ancora convocato le associazioni rappresentative della sanità privata per definire i tetti di spesa 2026! Lavoriamo senza un contratto in tutte le branche, dall’ospedalità, alla riabilitazione, fino alla specialistica. Chiediamo che si proceda al più presto e che si smetta una buona volta con la prassi di lesinare con le risorse piuttosto che tenere conto dei fabbisogni effettivi degli utenti. Il risultato è la mobilità passiva dei cittadini campani, per la quale ogni anno si è costretti a versare alle altre Regioni dai 300 ai 350 milioni di euro. Un’assurdità - conclude Severino - che può essere cancellata mettendo in condizioni le strutture accreditate di assicurare pienamente il proprio qualificato e in molti casi indispensabile contributo”.
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