Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente negli uomini, con oltre 40 mila nuovi casi all’anno in Italia. Circa 485 mila italiani sono affetti da questa patologia, che incide per quasi un quinto sul totale delle neoplasie maschili. Ciò malgrado, un uomo su 4 non si è mai sottoposto a una visita urologica.
Unione Industriali Napoli e Fondazione Pro (Prevenzione e Ricerca in Oncologia), hanno presentato, lunedì 2 febbraio presso la sede dell’associazione imprenditoriale, “A Napoli tutti bene”, un progetto volto ad attuare uno screening spontaneo e volontario del tumore prostatico nei poli industriali napoletani. Le neoplasie prostatiche sono purtroppo asintomatiche, ed è per questo che la prevenzione è l’arma più potente per contrastare il fenomeno.
L’intesa definita tra Fondazione Pro e Unione Industriali prevede tra l’altro uno screening gratuito per i dipendenti delle aziende iscritte che si rendano disponibili a seguito di una campagna condotta in partnership tra i due organismi con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione del maschio. Portare la prevenzione nei luoghi di lavoro, superando le diffidenze e le paure, e scoprire che una visita urologica può davvero salvare la vita, si rivela una strategia vincente.
Vincenzo Mirone, Presidente della Fondazione Pro:
“I dati mostrano come per ogni euro destinato alla prevenzione se ne possono risparmiare fino a sette in cure. Per ogni uomo che fa prevenzione, 30 donne la fanno regolarmente e il maschio non fa prevenzione per paura di scoprirsi ‘sesso debole’. Oggi, per il tumore alla prostata, la sopravvivenza a cinque anni è del 92%, grazie alla diagnosi precoce. A livello mondiale, i nuovi casi sono destinati a raddoppiare entro il 2040. Il fattore di rischio più importante è la familiarità. Chi ha un fratello con tumore alla prostata ha un rischio del 30% di ammalarsi entro i 75 anni, contro il 13% della popolazione generale. Il rischio cresce fino al 48% per chi ha due parenti di primo grado colpiti. La familiarità del tumore alla prostata si intreccia con quella del tumore della mammella, poiché condividono geni come BRCA1 e BRCA2. Per chi ha fattori di rischio familiari l’età dei controlli scende a 45 anni”.
Costanzo Jannotti Pecci, Presidente di Unione Industriali Napoli:
“Abbiamo deciso di affiancare la Fondazione Pro nella convinzione che essere classe dirigente equivalga anche a sostenere la qualità della vita, che in campo sanitario si traduce in maggiore consapevolezza e cultura della prevenzione. A tal riguardo, accogliamo dunque positivamente la disponibilità della Fondazione a rendersi parte attiva per la realizzazione di screening gratuiti verso i dipendenti di nostre aziende associate che decidano di aderire all’iniziativa. La ricerca di nuove direttrici per uno sviluppo sostenibile, solidale e inclusivo passa anche attraverso queste sinergie, finalizzate a tutelare e valorizzare il capitale umano, risorsa fondamentale per qualsiasi impresa.
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