Riforma PA, nuove regole per conferenza dei servizi e SCIA

Sono stati approvati lo scorso mercoledì 15 giugno dal Consiglio dei ministri, in esame definitivo, i decreti legislativi relativi al riordino della disciplina in materia di conferenza dei servizi e di SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) nell’ambito della Riforma della PA c.d. “Riforma Madia”, in attuazione della legge 7 agosto 2015, n. 124.

In attesa della pubblicazione dei testi definitivi dei decreti, nei quali dovrebbero essere state accolte le condizioni poste dalle commissioni parlamentari nei loro pareri e recepite gran parte delle osservazioni avanzate dalla Conferenza unificata e dal Consiglio di Stato ed ai quali anche Confindustria ha fornito un importante contributo, di seguito si anticipano le principali novità.

Conferenza dei servizi
Vengono ridotti i tempi lunghi attraverso la conferenza semplificata (asincrona), che non prevede riunioni fisiche ma solo l’invio telematico di documenti; la conferenza simultanea con riunione (anche telematica) si svolge solo quando è strettamente necessaria; si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse (silenzio-assenso); il termine della conferenza viene stabilito in 60 giorni che possono salire al massimo a 5 mesi, in caso di ricorsi.
A seguito delle osservazioni proposte, è stata prevista in conferenza la facoltà di intervento dei privati destinatari della comunicazione di avvio del procedimento; è stata prevista la possibilità di attivare direttamente la conferenza simultanea in modalità sincrona su richiesta motivata di altre amministrazioni o del privato interessato entro il termine previsto per richiedere integrazioni istruttorie, in tal caso la riunione ha luogo nei successivi 45 giorni; nei casi di conferenze simultanee sincrone che coinvolgono amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini il termine per la conclusione della conferenza è elevato a 90 giorni; con riferimento alla disciplina del rappresentante unico, è stato precisato che vi è un rappresentante unico per ciascun ente territoriale; è stato meglio definito l’esercizio dei poteri di autotutela rispetto alla decisione conclusiva della conferenza.

SCIA
Si potrà presentare presso un unico ufficio, anche in via telematica, un unico modulo valido in tutto il paese che sarà pubblicato sul sito istituzionale della pubblica amministrazione destinataria delle istanze e richieste. E’ previsto un unico ufficio a cui rivolgersi, che avrà il compito di interagire con tutti gli altri uffici e/o amministrazioni interessate. La richiesta al cittadino di documenti ulteriori rispetto a quelli previsti è considerata inadempienza sanzionabile sotto il profilo disciplinare.
In riferimento alle osservazioni avanzate, è stata disciplinata la ricevuta che viene rilasciata a seguito della presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni: la ricevuta – che costituisce comunicazione di avvio del procedimento - deve indicare i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta a rispondere o entro i quali il silenzio dell’amministrazione equivale ad accoglimento dell’istanza; il provvedimento di sospensione dell’attività intrapresa è ora limitato ai soli casi di attestazioni non veritiere o di coinvolgimento di interessi sensibili (ambiente, paesaggio, ecc.); nel caso di Scia unica la possibilità di iniziare subito l’attività è circoscritta ai casi in cui non siano presupposte autorizzazioni o altri titoli espressi; è introdotta una disposizione transitoria che consente a Regioni ed enti locali di adeguarsi al nuovo regime entro il 1º gennaio 2017.

Il consiglio dei ministri, infine, ha dato il primo via libera alla mappatura completa ed alla individuazione delle attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso.

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